Torino su Youtube – 10 video

C’è chi ha passato un giorno a Torino e ha girato un video-diario, e chi non riesce proprio a scordare le emozioni provate durante le Olimpiadi Invernali del 2006.

Per me il premio va a questo qui

e a questo qui 😀

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Digital Festival 2014 Torino: fino a Domenica ancora web e social

Digital Festivaldf14 digital experience festival torino finito (QUI il mio Storify): il 29, 30 e 31 Maggio scorsi a Torino, nello spazio mostre della Regione in Piazza Castello, si è parlato di adv, mobile, food, moda, turismo e giornalismo. In una parola, tre giorni di digitale in ogni salsa. E adesso?

A proposito di salsa adesso il mashup, mescolanza di tematiche e dibattiti al centro dell’edizione #df14, continua con i Digital Food Days.
Questa serie di eventi porta nuovamente a Torino buoni esempi di social eating, fenomeno sociale e culturale che sta spopolando in tutta Europa e che prevede mangiare per socializzare (e magari farsi buoni contatti lavorativi) non più al ristorante ma in case private.

30 tavole apparecchiate in tutta Italia dal 31 Maggio all’8 Giugno nelle quali si chiacchiera con un guru di come il digitale stia cambiando il nostro rapporto con #Turismo, #Media2.0 e #Fashion

Un esempio? Il 4 giugno il tema della serata è quello dei media, e i guru presenti a tavola saranno Francesco Gavatorta – docente Ninja Marketing, strategic planner ed esperto di content management – e Nicola Pasianot – digital and social media strategist presso Ideal Comunicazione nonché fondatore di Instagramers Italia.

df14 digital experience festival torino mashup gnammoEccovi le altre date papabili per geek di Torino che amano la buona cucina:

 

EmilyEmme: una ne sa e cento ne cuce

emilyemme torinoAlla fine mi piace chiamare le cose con il proprio nome: scrivi pure che faccio la sarta.
Comincia così la mia prima intervista per il blog. Voglio andare a conoscere da vicino realtà che ho scoperto sui social e che, sono sicura, hanno tanto da dire anche di persona.

Lei si chiama EmilyEmme ed è un’ottima sarta che fa con passione il proprio lavoro, una trentenne o giù di lì, simpatica, schietta e incinta di 4 mesi. Cominciamo subito, quindi, con la concretezza: ma a fare i sarti in questo clima di crisi, si guadagna abbastanza? Beh non si diventa milionari però sì, il mercato c’è. Tant’è vero che a Torino sono in attività altre realtà come la mia: il MAT ne riunisce circa 30. E che cos’è il MAT? Moda d’Autore Torino, un’associazione senza scopo di lucro che raggruppa artisti e artigiani torinesi nel settore della moda in abbigliamento, borse, gioielli. Questa città è splendida, piena di personalità, originalità e carattere, ma abbiamo costituito il MAT per uscire da un certo provincialismo e farci conoscere nel resto d’Italia, nel Mondo.

Però io sono curiosa: voglio stoffa, più stoffa. E fili, e bottoni. Dai, allora facciamo questa prova, mi dice Emily con sguardo di sfida. Sfoderata la sua bellissima scatola di bottoni, ne sceglie una manciata e me li mette davanti. Vediamo se sai dirmi quali tra questi sono in madreperla e quali invece in plastica. Eccallà, lo sapevo. Figuraccia clamorosa vieni a me. I bottoni sono il gioiello della sartoria – mi spiega Emily – Per esempio ecco, mettere a un vecchio capo un bottone prezioso gli cambia faccia da così a così. Ottima idea, penso tra me e me: da provare.

emilyemme torinoMa proseguiamo: come sono i clienti? E i costi? Perché già mi immagino il portafogli di una certa 27enne inorridire. Noi sarti rappresentiamo una logica creativa ma slegata dalla moda del momento, dall’usa e getta: mi piace definirmi “l’altra faccia della globalizzazione”. Non propongo mai prezzi esorbitanti e non amo chi fa il furbo: perché dovrei nasconderti che non ho usato tutto il tessuto per farti quel vestito? Piuttosto ti propongo di portartelo a casa con uno sconto, oppure pensiamo insieme a una bella stola.

Ok, sono convinta, ma mi serve sapere un’ultima cosa: come vede il futuro questa giovane sarta? Con il MAT stiamo organizzando una sorta di Settimana della Moda torinese, una 3 giorni a settembre. Torino è per puristi, andrà alla grande ne sono certa. Mi piacerebbe poi riproporre i corsi che ho tenuto lo scorso anno: cucire a mano e a macchina, imparare a riconoscere i diversi tessuti. Insomma voglio dare alle persone la possibilità di capire il mio mondo, di avvicinarsi e sperimentare.

A proposito, ma voi lo riconoscete un sintetico dalla seta? Perché la vera sfida, nella moda come nella vita, non è tanto rinunciare al piattume di massa quanto saper riconoscere la qualità nei dettagli.

EmilyEmme, descriviti con un termine social: motore di ricerca continua.