EmilyEmme: una ne sa e cento ne cuce

emilyemme torinoAlla fine mi piace chiamare le cose con il proprio nome: scrivi pure che faccio la sarta.
Comincia così la mia prima intervista per il blog. Voglio andare a conoscere da vicino realtà che ho scoperto sui social e che, sono sicura, hanno tanto da dire anche di persona.

Lei si chiama EmilyEmme ed è un’ottima sarta che fa con passione il proprio lavoro, una trentenne o giù di lì, simpatica, schietta e incinta di 4 mesi. Cominciamo subito, quindi, con la concretezza: ma a fare i sarti in questo clima di crisi, si guadagna abbastanza? Beh non si diventa milionari però sì, il mercato c’è. Tant’è vero che a Torino sono in attività altre realtà come la mia: il MAT ne riunisce circa 30. E che cos’è il MAT? Moda d’Autore Torino, un’associazione senza scopo di lucro che raggruppa artisti e artigiani torinesi nel settore della moda in abbigliamento, borse, gioielli. Questa città è splendida, piena di personalità, originalità e carattere, ma abbiamo costituito il MAT per uscire da un certo provincialismo e farci conoscere nel resto d’Italia, nel Mondo.

Però io sono curiosa: voglio stoffa, più stoffa. E fili, e bottoni. Dai, allora facciamo questa prova, mi dice Emily con sguardo di sfida. Sfoderata la sua bellissima scatola di bottoni, ne sceglie una manciata e me li mette davanti. Vediamo se sai dirmi quali tra questi sono in madreperla e quali invece in plastica. Eccallà, lo sapevo. Figuraccia clamorosa vieni a me. I bottoni sono il gioiello della sartoria – mi spiega Emily – Per esempio ecco, mettere a un vecchio capo un bottone prezioso gli cambia faccia da così a così. Ottima idea, penso tra me e me: da provare.

emilyemme torinoMa proseguiamo: come sono i clienti? E i costi? Perché già mi immagino il portafogli di una certa 27enne inorridire. Noi sarti rappresentiamo una logica creativa ma slegata dalla moda del momento, dall’usa e getta: mi piace definirmi “l’altra faccia della globalizzazione”. Non propongo mai prezzi esorbitanti e non amo chi fa il furbo: perché dovrei nasconderti che non ho usato tutto il tessuto per farti quel vestito? Piuttosto ti propongo di portartelo a casa con uno sconto, oppure pensiamo insieme a una bella stola.

Ok, sono convinta, ma mi serve sapere un’ultima cosa: come vede il futuro questa giovane sarta? Con il MAT stiamo organizzando una sorta di Settimana della Moda torinese, una 3 giorni a settembre. Torino è per puristi, andrà alla grande ne sono certa. Mi piacerebbe poi riproporre i corsi che ho tenuto lo scorso anno: cucire a mano e a macchina, imparare a riconoscere i diversi tessuti. Insomma voglio dare alle persone la possibilità di capire il mio mondo, di avvicinarsi e sperimentare.

A proposito, ma voi lo riconoscete un sintetico dalla seta? Perché la vera sfida, nella moda come nella vita, non è tanto rinunciare al piattume di massa quanto saper riconoscere la qualità nei dettagli.

EmilyEmme, descriviti con un termine social: motore di ricerca continua.

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