La storia di Silvestro e Zoom

zoo zoom torino socialmedia

Un paio di mesi fa, curiosando su Facebook alla ricerca di storie da raccontarvi, mi sono imbattuta in una storia che non mi aspettavo. Ho scoperto una realtà che non conoscevo e che riesco a descrivere solo con un beh ma che bello.

Silvestro ha 18 anni, ed è volato in cielo.
Chi gli voleva bene ha deciso di ricordarlo anche sui social network, come si fa con quelli a cui tieni davvero. Silvestro è morto, e lo staff con cui ha vissuto tante ore felici ha deciso di comunicare questa brutta notizia anche su Facebook, per ricordarlo. Brutta storia, di quelle che si sentono nella cronaca dei tg.
Ora, io lo so cosa state pensando. L’ho pensato anch’io. Va beh ma questo Silvestro… chi è?? Era famoso? Che c’entra?
C’entra ragazzi, c’entra.
Perché Silvestro,18 anni, lo vedete nella foto: era una tigre del bioparco torinese Zoom, uno degli esemplari che da più tempo viveva lì e che ha contribuito a ispirarne il progetto.
Ora, io di fronte a queste cose capace anche che mi commuovo, #sapevatelo. Però l’aspetto che mi ha fatto dire che bello è la reazione degli altri (molti) iscritti alla page. Tra i commenti al post ho trovato Era in programma un’altra visita proprio per salutare te. Silvestro ❤, Riposa in pace dolce Silvestro. Eri bellissimo e lo sarai per sempre nei miei ricordi. Un bacione enorme ovunque tu sia, ma anche Mi ricorderò per sempre l’emozione di avere avuto il tuo musone a 10 centimetri dalla mia faccia! Indimenticabile!
Di solito ci si iscrive alle fanpages delle serie televisive per restare aggiornati sulle nuove stagioni, o a quelle dei prodotti di marca per capire se fanno qualche offerta interessante. Qui no: ti iscrivi perché ci sei stato, perché ti è piaciuto davvero, perché i contenuti sono di qualità senza esser troppo piacioni. Lo dimostrano i 295 commenti che ricordano (anche con aspre critiche, per carità) la tigre che non c’è più: sì, Silvestro era famoso e soprattutto occupava un posto nel cuore di molti visitatori, che gli hanno dedicato commiati affettuosi e ricordi di vita vissuta.

Insomma, Zoom ha una pagina partecipata e piena di commenti (che trovano risposta, god bless). Mettici che la “sindrome del gattino” ci intenerisce tutti e che chi non ama vedere la foto di un bell’animale: fatto sta, però, che Zoom mi ha strappato un sorriso e mi ha fatto pensare che non serve necessariamente essere Rex o il cane di Striscia per lasciare un segno nel cuore delle persone.

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